• Le mestruazioni sono (anche) una questione politica, con Donatella Fiacchino
    Jun 30 2026

    In questo episodio intervisto la dott.ssa Donatella Fiacchino (@donatellafiacchino.psi su IG e TikTok), psicologa, sessuologa clinica e ora anche autrice.


    A maggio è uscito il suo libro Ciclica. Mestruazioni, corpo e società, un testo che apre una riflessione necessaria sul ciclo mestruale non solo come esperienza biologica, ma anche come fatto culturale, sociale e politico.


    Con Donatella parliamo di mestruazioni, tabù, linguaggio, vergogna, invisibilizzazione e false credenze. Ma anche di come la società occidentale e capitalista abbia imparato a raccontare — o a non raccontare — il corpo mestruante: tra iperproduttività, marketing, medicalizzazione e silenzi tramandati.


    Un episodio per ripensare il modo in cui parliamo di ciclo, corpo e salute mestruale, e per chiederci quanta parte della nostra esperienza sia davvero “naturale” e quanta, invece, sia stata costruita socialmente.


    📚 Puoi acquistare Ciclica qui: https://lepluralieditrice.net/prodotto/ciclica/

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    55 mins
  • Educazione sessuo-affettiva: tra Svezia e Italia, con Flavia Restivo
    Apr 29 2026

    “Sì, in Svezia lo fanno meglio: lo dicono dati, cifre, elenchi di conquiste civiche nel campo dell’armonia sociale e il notevole calo dei crimini correlati alla prevaricazione su altre persone, alla presunzione di poterne disporre a piacimento. Come ci sono riusciti?

    Diffondendo una seria, sana, aperta e completa cultura sessuoaffettiva in tutte le scuole a partire dall’infanzia, con programmi affidati a esperti che hanno accompagnato la maturazione dei giovani cittadini svedesi. Il Paese scandinavo ha introdotto nelle scuole l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dal 1955”.


    - Gli svedesi lo fanno meglio, 2025


    Nel 1960, il presidente americano Dwight D. Eisenhower utilizzò la Svezia come esempio dei pericoli del socialismo, affermando che lo stato sociale aveva condotto il paese a un’orgia di

    “peccato, nudità, ubriachezza e suicidio”.


    La “reputazione” della Svezia come paese particolarmente promiscuo (tra le altre cose) è da imputare a più fattori, tra cui i film svedesi dell’epoca — molto espliciti per la sensibilità del pubblico internazionale, soprattutto quando non venivano bollati come “pornografici” e quindi fruiti anche da un pubblico generalista. Ancora oggi, in tedesco, “film svedesi” è sinonimo di “porno”. Ma questa reputazione è legata anche al fatto che la Svezia fosse già all’avanguardia nel campo dell’educazione sessuo-affettiva.


    In questa puntata di Sul Genere, Sui Generis dialogo con la dott.ssa Flavia Restivo, politologa e attivista, autrice di “Gli svedesi lo fanno meglio” (2025).


    Insieme abbiamo parlato di educazione sessuo-affettiva in Svezia e in Italia, di statistiche, di cosa significa essere donna negli spazi pubblici e molto altro.


    Con Flavia andremo anche a smontare le dichiarazioni della ministra Eugenia Roccella, che ci invita a rallegrarci di “ogni donna che non viene uccisa”. E lo faremo partendo dalle basi: come si comparano paesi diversi? Come si costruiscono le statistiche? Chi raccoglie i dati?

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    1 hr and 1 min
  • Il ban ai contenuti che incitano ai disturbi alimentari funziona davvero? Con Francesca Pia Strangio
    Apr 10 2026

    Contenuti online, corpo e controllo: cosa sta succedendo?


    ⚠️ Trigger warning: in questa puntata si parla di disturbi alimentari.


    In questo episodio di Sul Genere – Sui Generis parliamo di una tipologia di contenuti sempre più diffusa sui social: video che presentano la magrezza, la disciplina e il controllo del corpo come ideali aspirazionali.


    Insieme alla dott.ssa Francesca Pia Strangio, che ha dedicato la sua tesi di laurea magistrale a questo fenomeno (“Beyond the Ban: a Digital Methods Analysis of Thinness and Body Control Narratives on TikTok”), analizziamo come questi contenuti possano diventare una vera e propria pipeline verso relazioni disfunzionali con il cibo.


    Ma non ci fermiamo qui.


    Parliamo anche di:

    • continuità e differenze con i forum pro-ana

    • ruolo degli algoritmi e delle piattaforme

    • controllo del corpo come forma di controllo sociale

    • ideali di bellezza e giovinezza

    • rappresentazione dei corpi oggi


    E ci chiediamo:

    nonostante questi fenomeni, stiamo comunque andando avanti?

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    25 mins
  • Medicina preventiva e matrescenza, con Francesca Maria Grosso
    Mar 5 2026

    In questa puntata parliamo di medicina preventiva, matrescenza e intersezionalità con la Dott.ssa Francesca Maria Grosso, medica specializzata in medicina preventiva, conosciuta sui social come @drssa_effe.


    Partendo da una chiacchierata tra amiche, riflettiamo su come salute, ambiente e condizioni sociali siano profondamente intrecciate: dalle scelte individuali alla qualità dell’aria che respiriamo, fino alle disuguaglianze strutturali che influenzano l’accesso alle cure.


    Parliamo anche di post partum e matrescenza, di come cambiano le relazioni con il nostro corpo, con noi stesse e con i nostri partner, e di quanto sia più comune di quanto si pensi attraversare momenti di crisi in questa fase della vita.


    Uno sguardo, quindi, su maternità, salute mentale e lavoro di cura attraverso una lente intersezionale.


    🔗 https://www.theguardian.com/society/article/2024/jul/23/national-disgrace-black-mothers-in-england-twice-as-likely-to-have-nhs-birth-investigated

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    51 mins
  • Il lupo alpha non esiste, con Giulia Testa
    Feb 26 2026

    Nella puntata di oggi intervisto la Dott.ssa Giulia Testa, rewilder, attivista e content creator ‘poliedrica,’ esperta di grandi carnivori.


    Con Giulia andiamo a decostruire il mito del “lupo alpha”, un concetto nato da studi scientifici su habitat “contronatura”. Nonostante la stessa ammissione dell’autore di David March, il biologo che popolarizzò il termine negli anni ‘70, il mito del lupo alpha ha continuato a vivere nell’immaginario collettivo.


    Da quell’idea infatti sono derivate figure quasi mitologiche come il maschio alpha e perfino espressioni come alpha politics, spesso usate per indicare una politica “celodurista”, competitiva e autoritaria.


    Ma se il lupo alpha, in natura, non esiste… cosa succede quando costruiamo modelli di leadership e mascolinità su un errore scientifico?

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    1 hr and 1 min
  • Palestra e bias di genere, con Miriam Carmen Luna Schirone
    Feb 9 2026

    Nella puntata di oggi parliamo (ancora) di corpi.


    Dopo aver affrontato il tema del peso del corpo insieme alla biologa nutrizionista Roberta Borriello, e dopo più di qualche momento di autocoscienza su un corpo che cambia, che crea la vita e che la nutre – e su come tutto questo incida inevitabilmente su concetti come uguaglianza ed equità di genere – oggi intervisto Miriam Carmen Luna Schirone (su TikTok: @liftwithluna_), studentessa di finanza e personal trainer specializzata in allenamento femminile.


    Spoiler: anche questo è uno dei tanti ambiti in cui il femminile, per anni, è stato messo in secondo piano.

    Parliamo di bias di genere nello sport e nella ricerca scientifica, della cultura del “bounce back” dopo il parto, e delle categorie di genere alle olimpiadi.


    Che siate persone che frequentano la palestra da anni o che questo mondo lo abbiano sempre osservato con curiosità – ma da lontano – questo episodio è per voi.

    E ha una dedica speciale a chi, tra i buoni propositi del 2026, ha inserito uno di questi grandi classici: dimagrire, andare in palestra tutte le settimane, fare *almeno* un certo numero di passi al giorno…

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    17 mins
  • Weaponised incompetence, würstel islandesi che vanno a ruba, e la magia del Natale
    Dec 21 2025

    In questa puntata parliamo di weaponised incompetence: l’incompetenza usata come arma per evitare responsabilità e lavoro di cura. Un concetto che nasce nel mondo del lavoro, ma che diventa chiarissimo quando lo osserviamo nelle dinamiche familiari — soprattutto durante le feste.


    Dal famoso sciopero delle donne in Islanda del 1975, quando i würstel finirono nei negozi perché molti padri non sapevano cosa cucinare ai figli, alle tavole natalizie in cui la “magia” sembra apparire da sola, questa puntata è un invito a guardare dietro le quinte delle feste.


    Chi cucina?

    Chi organizza?

    Chi si occupa dei regali, dei bambini, degli anziani, delle emozioni di tutti?


    Perché la magia del Natale non nasce dal nulla: qualcunə la costruisce.

    E decostruire non significa rovinarla, ma smettere di dare per scontato che sia sempre compito delle stesse persone.


    🔗 https://www.bbc.com/audio/play/w3ct4xhj


    ps: ringrazio la mia amica Giada per aver cercato (inutilmente) di insegnarmi come pronunciare ✨perfettamente✨ nomi e parole islandesi.

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    28 mins
  • Le influattiviste, la chat “fascistella”, e la piramide della violenza
    Nov 29 2025

    ⚠️ Trigger Warning: linguaggio - contiene citazioni ma le parole più volgari / dispregiative sono state censurate se pronunciate da me (anche come citazione) perché non mi sento a mio agio. Se ho riportato audio altrui per motivi di cronaca non ho censurato. Quando riporto audio altrui parlo di “estratto” e non si tratta della versione integrale, eventuali tagli sono stati fatti solo per ragione di sintesi senza andare ad inficiare o manipolare il contenuto degli stessi.


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    In questa puntata ricostruisco e analizzo la vicenda della chat “Fascistella”, un caso che ha coinvolto alcune note influattiviste italiane (nello specifico: Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Flavia Carlini) e che, al di là degli aspetti giudiziari, rappresenta un esempio illuminante della crisi del femminismo digitale in Italia.


    Prendo questa storia come paradigma: il punto di incontro tra personal branding, attivismo performativo, dinamiche di gruppo e uso distorto del linguaggio.

    Da qui si apre una riflessione più ampia sullo stato del femminismo mainstream online e sulle sue contraddizioni: la centralità degli influencer, la spettacolarizzazione della militanza, la confusione tra visibilità e autorevolezza, e il rischio di trasformare un movimento politico in una strategia di engagement.


    Partendo dalle frasi emerse nelle chat, esploriamo insieme:

    – la piramide della violenza e la cultura dello st*pro nel

    linguaggio quotidiano;

    – perché “il privato è politico” vale anche nell’era digitale;

    – la differenza tra feminist rage (rabbia femminile) e livore;

    - bad feminists;

    – cosa significa davvero decostruire e assumersi responsabilità;

    – e perché influattivismo e femminismo non sono sinonimi.


    Un episodio critico, necessario, scomodo ma urgente: per riportare al centro un femminismo che sia studio, pluralità, etica e coerenza — e non un algoritmo da assecondare.

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    1 hr and 29 mins