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J-TACTICS's show

J-TACTICS's show

By: J-TACTICS
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Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ alle ore 22, analizzeremo tutto ciò che riguarda la vecchia signora con competenza, ironia e tanta tanta passione!
Se sei un VERO gobbo non puoi assolutamente perdere le nostre live dove interagiremo con il pubblico.
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Football (Soccer)
Episodes
  • J-TACTICS (S08 E31)
    May 28 2026
    Trentunesima ed ultima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
    Focus sul derby della Mole di domenica sera, ultima fatica per i bianconeri in questa travagliata stagione.
    La Juventus pareggia il derby in casa del Torino, la doppietta di Vlahovic non serve a nulla, i bianconeri hanno buttato le chance per un posto tra le prime quattro nei match casalinghi contro Verona e Fiorentina, si fanno quindi riprendere dai granata nel finale con Casadei e Adams, tutto ciò in una serata segnata anche dal caos fuori dallo stadio e dal lungo ritardo prima del fischio d’inizio.
    Nel post partita, il tecnico juventino non ha nascosto la delusione ai microfoni di Sky.
    “Io sono l'allenatore e devo analizzare quello che è successo. Chiaro che i risultati delle altre possono avere influito, perché chiedevano tutti quello all'intervallo quando siamo rientrati negli spogliatoi. Però qua si vede il carattere delle persone, non è la stessa cosa avere due punti in più o in meno e non è nemmeno la stessa cosa cambiare perché si riceve un risultato da un'altra parte. Dobbiamo fare una crescita sotto questo punto di vista”...Spalletti ha poi insistito sul tema della personalità, ritenendolo decisivo nei momenti delicati della stagione: “La differenza la fa sempre il carattere delle persone. Le personalità e il carattere a volte si mettono d'accordo, ma il cartattere di chi non sta ad ascoltare niente e nessuno e insegue il suo obiettivo sempre fa la differenza..."
    Tranchant il pensiero del tecnico di Certaldo: “Senza carattere non sei da Juventus, servono giocatori che alzino il livello”.
    La stagione 25/26 è stata una delle più travagliate e tormentate della recente storia bianconera.
    Due allenatori, un attacco sterile, pochi gol e soprattutto l'umiliante 6° posto in classifica, fuori dopo ben 14 anni dalla Champions League, con tutto ciò che comporta in termini di mancati guadagni e perdita di appeal per la vecchia signora bianconera.
    Come se non bastasse oltre i problemi sul campo che hanno appunto decretato l'esclusione dalla prossima Champions, l'ambito societario non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi bianconeri.
    Le recenti tensioni tra il tecnico Spalletti e l'AD francese Damien Comolli non sono sicuramente un buon biglietto da visita per programmare la prossima stagione.

    Di questo e altro parleremo in questa puntata!
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    2 hrs and 7 mins
  • J-TACTICS (S08 E30)
    May 21 2026
    Trentesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
    Focus sul match di domenica all'ora di pranzo, il cd. Lunch match, andato in scena allo Stadium tra i padroni di casa bianconeri e gli acerrimi rivali viola della Fiorentina.
    Un KO secco, sconcertante, senza storia e soprattutto inatteso contro una Fiorentina oramai salva da settimane e che ha lottato tutta la stagione nei bassifondi della classifica.
    Un 2-0 in favore degli ospiti amaro, amarissimo che apre scenari inattesi per tutti Spalletti e dirigenza compresa.
    La debacle contro la Fiorentina ha fatto scivolare i bianconeri dal terzo al sesto posto e ha trasformato la qualificazione alla prossima Champions League in una chimera.
    Alla Continassa pare essere arrivato il momento della resa dei conti.
    Luciano Spalletti, arrivato al posto di Tudor sembrava avesse rimesso in piedi la stagione e la squadra.
    Il tecnico toscano ha invece assistito impotente ad un crollo fisico e soprattutto mentale per effetto del quale la sua squadra si è sciolta come neve al sole nelle ultime due partite.
    Prima il pareggio scialbo con il Verona già retrocesso, poi l'inspiegabile sconfitta con la Fiorentina già tranquilla per la salvezza raggiunta.
    Due sconfitte, intervallate dalla parentesi vittoriosa in casa del Lecce, in cui la Juve aveva dato comunque l'impressione di essere fragile e non in grado di reggere il peso della pressione.
    Spalletti si è preso pubblicamente una parte di responsabilità per non essere riuscito a preparare mentalmente la squadra a una partita così importante e decisiva come era quella contro gli uomini di Vanoli.
    Secondo quanto riportato da La Stampa, il tecnico di Certaldo starebbe persino meditando le dimissioni, soprattutto se anche il derby della Mole all'ultima giornata dovesse confermare il crollo caratteriale visto contro la Fiorentina.
    Spalletti si interroga giustamente sul rapporto con il gruppo che lui pensava di aver cementato.
    Pensava di aver creato una base su cui lavorare per il futuro, di aver trasmesso la sua idea di calcio.
    Il tracollo di domenica invece, è stato un brutto risveglio.
    Non solo vento di burrasca in campo, ma anche fuori dal rettangolo verde le cose non vanno meglio.
    Il rapporto tra Spalletti e Damien Comolli non proprio idilliaco.
    L'amore tra loro non è mai davvero sbocciato (a dir la verità non solo con lui) dove il mercato è diventato il principale motivo di attrito.
    Si vocifera che il tecnico toscano avrebbe voluto un attaccante a gennaio per coprire l'assenza di Dusan Vlahovic, richiesta disattesa dal dirigente francese.
    La posizione di Comolli appare sempre più fragile.
    L'amministratore delegato francese era stato scelto per avviare un progetto moderno, basato su dati, metodo e controllo dei costi.
    Ma i risultati stagionali sono stati a dir poco pessimi.
    Anche lontano dalla scrivania Damien ha i suoi problemi, i rapporti con lo spogliatoio infatti non sarebbero dei migliori.
    Dopo la sconfitta con la Fiorentina, il suo intervento davanti alla squadra si sarebbe limitato ad una frase non proprio conciliante: "Inutile sprecare tante parole: se i risultati sono questi, non ho altro da dirvi", le parole dell'amministratore delegato.

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    1 hr and 47 mins
  • J-TACTICS (S08 E29)
    May 14 2026
    Ventinovesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
    Focus sul match di sabato pomeriggio andato in scena allo stadio Via del Mare tra i padroni di casa giallorossi e i bianconeri.
    Un lampo del redivivo Vlahovic dopo una manciata di secondi, basta e avanza, 1-0 il risultato finale.
    La Juventus vince a Lecce, unico risultato utile per gli uomini di Spalletti e mette un altro tassello per la qualificazione alla prossima Champions League.
    Ai bianconeri, come detto, basta il gol di Dusan Vlahovic dopo appena 12 secondi di gioco per battere il Lecce al Via del Mare e salire a quota 68 punti in classifica, scavalcando il Milan al terzo posto, inseguono la Roma ad un solo punto (come il Milan stesso) e il Como a 3.
    Pur non avendo ancora la certezza della qualificazione matematica, la vittoria in terra pugliese della squadra di Spalletti è pesantissima.
    Dopo il sanguinoso pareggio con il Verona già retrocesso, la Juve non poteva permettersi un altro errore.
    Come spesso accaduto quest'anno la vecchia signora ha vinto senza brillare, lasciando pericolosamente la partita aperta fino alla fine, prendendosi comunque pur faticosamente tre punti che possono valere una stagione.
    Un match, quello del Via del Mare, deciso praticamente al primo pallone giocato.
    Azione d'avvio della Juve, palla portata nella metà campo leccese cross di Cambiaso e il serbo Vlahovic si fa trovare pronto, controlla e poi calcia sotto la traversa.
    Un vantaggio fulmineo, che ha indirizzato subito la partita e costretto i padroni di casa a inseguire per tutta la serata.
    La Juventus ha avuto a dir la verità, anche le occasioni per chiudere prima i giochi.
    Nella ripresa sono stati annullati ben due gol: uno a Dusan per fuorigioco e uno a Kalulu dopo revisione al VAR, per effetto della posizione di Vlahovic stesso.
    Episodi che hanno tenuto aperta la partita e vivo il Lecce, costringendo i bianconeri a difendere, non senza qualche patema d'animo, fino all'ultimo un vantaggio risicato.
    Il Lecce coinvolto ancora nella lotta salvezza con la Cremonese, ha provato a pareggiare i conti.
    Alla Juve è bastato, pur con fatica e qualche brivido finale, il gol in avvio di gara.
    Non una vittoria brillante, come detto, ma una vittoria concreta, arrivata nella serata in cui sbagliare come con il Verona la settimana precedente sarebbe stata l'apocalisse.
    Con questo successo la Juventus sale a 68 punti, davanti al Milan a 67, alla Roma a 67 anch'essa e al Como a 65.
    La Champions non è ancora certa per gli uomini di Spalletti, ma dopo Lecce un altro passo è stato fatto.
    Ora testa al mai banale match con gli acerrimi rivali viola della Fiorentina tra le mura amiche dello Stadium.

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