Episodes

  • Football as Resistance. NRG Kyiv: The Only Ukraine's Women's Amateur Football Club
    Jul 13 2026

    For this special episode of Inpat-Expat, Fabio and Raniero interview NRG, Ukraine's only independent, amateur women's football team. Founded in Kyiv in 2003 by women who had never played professionally, NRG is first and foremost a family: a place where every woman can simply be herself, through the joy and sisterhood of the game.

    They train twice a week, between one air-raid siren and the next. That locker room holds stories that seem written never to fit together: a war correspondent, players whose husbands are on the front, women who take the field in the morning after a night of ballistic missiles. Usually on this podcast we use football to talk about something else. Not this time: it was they who explained to us what football really is, and why you don't surrender. Not even on a pitch.

    This is the story of NRG. With thanks to Alla, Lera, Olia, Iulia and Darina.



    Per questo episodio speciale di Inpat-Expat, Fabio e Raniero intervistano NRG, l'unica squadra di calcio femminile amatoriale e indipendente d'Ucraina. Nata a Kyiv nel 2003 da ragazze che non avevano mai giocato a livello professionistico, NRG è prima di tutto una famiglia: un posto dove ogni donna può essere semplicemente sé stessa, attraverso la gioia e la sorellanza del gioco.

    Si allenano due volte a settimana, tra un allarme aereo e l'altro. In quello spogliatoio convivono storie che sembrano scritte per non stare insieme: una corrispondente di guerra, giocatrici con i mariti al fronte, ragazze che la mattina scendono in campo dopo una notte di missili balistici. Di solito in questo podcast usiamo il calcio per parlare d'altro. Questa volta no: sono state loro a spiegarci cos'è davvero il calcio, e perché non ci si arrende. Nemmeno su un campo da gioco.

    Questa è la storia di NRG. Grazie ad Alla, Lera, Olia, Iulia e Darina.


    https://www.instagram.com/nrg_ukraine/


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    19 mins
  • Bestemmie, Mondiali e un sindaco che sa parlare
    Jun 29 2026

    Mondiali, Messi che fluttua e Ronaldo che resiste, una bestemmia sfuggita per un soffio dalla grafica di DAZN, e un sindaco di New York che sa parlare meglio di chiunque qui da noi.


    In questa puntata di Inpat-Expat, Raniero (da una Berlino a 41 gradi) e Fabio partono dal calcio e finiscono ovunque: la poetica della bestemmia all'italiana, il politicamente corretto in telecronaca, il clima che "non esiste" finché non ti tocca, e cosa avrebbe detto il sindaco Manfredi al posto di Mamdani. Niente ospiti, nessun freno.


    Mettiti comodo (al fresco, mi raccomando) e premi play.

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    37 mins
  • Allegri è davvero "cortomuso"? Statistica, mitologia e matrimoni infelici - con Massimiliano Gallo
    Jun 15 2026

    Allegri a Napoli. Lo dici a cena e ti tolgono il saluto. Ma è davvero così, o è solo un'altra mitologia che vive sui social e muore allo stadio?

    Ospite di questa puntata il direttore del Napolista, Massimiliano Gallo, sceso dalla Arenella per ragionare con noi di stigmi calcistici, matrimoni finiti, babà contro panettone e di una città che forse — finalmente — si sta de-ideologizzando. E poi un paper costato lacrime e sangue alla redazione: dieci allenatori, cinquemila partite, p-value e ipotesi nulla, per rispondere a una domanda sola. Allegri è davvero un cortomusista? O ci ha venduto un personaggio che i numeri smentiscono?

    C'è chi ha vinto uno scudetto prevedendolo ad agosto, chi confonde Curaçao con un quartiere di Berlino, e una notizia di calcio femminile che apre la domanda più scomoda di tutte: chi ha più paura, lo spogliatoio, i giornalisti o il pubblico?


    Studio di Paolo Coraggio:

    github.com/pacoraggio/inpat-expat/blob/main/corto-muso/corto_muso_ita.ipynb

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    56 mins
  • Le sorelle Boccalini, il fascismo e la genealogia interrotta del calcio femminile — con Novella Gianfranceschi
    Jun 8 2026

    Cinque sorelle a Lodi nel 1933 fondano la prima squadra di calcio femminile italiana. Pochi mesi dopo arriva un signore di nome Achille Starace e decide che il pallone non è cosa da donne. Loro non incassano: diventano partigiane. Se non sapete come va a finire, non siete i soli — non lo sapevamo neanche noi.

    Con Novella Gianfranceschi — giornalista, napoletana che si dice lucana, centrocampista che rientra sul destro come Kvara — partiamo dalle sorelle Boccalini per arrivare al St. Pauli, alla democrazia corinziana, agli uomini vegani e a una domanda che ci tocca da vicino: per cambiare il calcio femminile, bisogna prima allenare i maschi? Spoiler involontario: due cinquantenni che pensavano di saperne qualcosa hanno preso lezione.

    Genealogie interrotte, spazi negati e una scuola di calcio per bambine da fondare a Potenza. Il campo è nostro spazio di libertà — anche quando ce lo vogliono far sembrare difficile.

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    38 mins
  • Ufficialmente forse: Allegri al Napoli discusso in giacca e cravatta, lontano dalle religioni calcistiche. Vicini alla scienza.
    Jun 1 2026

    C'è un nuovo allenatore del Napoli. Forse. Ufficialmente quasi. E tanto basta a Raniero, Fabio e Paolo per aprire la più accesa diatriba teologica dai tempi del Muppet Show, rigorosamente in giacca e cravatta tra Berlino e Londra. Allegriani contro anti-allegriani, giochisti contro risultatisti, un libro che lo paragona ai grandi della Prima Repubblica e un'intelligenza artificiale che invece ha un'altra teoria.

    Poi tocca a Paolo, PhD pennuto in collegamento da Londra, che ha messo in fila ottant'anni di campionati europei per rispondere a una domanda che non sapevate di volervi fare. Quanto è raro davvero quello che sta succedendo? E perché in Italia non succede mai? In mezzo c'è Franco, una Germania ancora spaccata in due e un paese che in Europa viene definito "il caso psichico" del continente.

    Si chiude con Galeone, un padre putativo di Allegri e una sola, incontestabile certezza sul perché gli allenatori allenano e i giornalisti no.

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    52 mins
  • I saluti di Conte, la cucina di De Bruyne, Philip Roth e il Napoli e la patente di Corona.
    May 26 2026

    Stagione chiusa, conferenza stampa surreale, Conte che saluta, qualcuno che non vuol fare il giro di campo e un passaggio di De Bruyne così bello da far male. La realtà ha fatto irruzione nella stanza — ma a Napoli la realtà si porta sempre dietro qualcuno di poco raccomandabile.

    Fabio e Raniero attraversano la fine del biennio contiano, i numeri pazzeschi dei 22 anni di De Laurentiis, e la generazione "sei-meno-meno" dei figli di Corona. A un certo punto entra anche Philip Roth, ma non chiedeteci come ci è finito lì.

    Poi c'è il prompt della settimana, che riguarda un barbecue. Sì, un barbecue. No, non possiamo dire di più. Gilmour rimane, comunque.

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    34 mins
  • Vincere come dico io — a Napoli bilanci, cittadinanze e un fulmine sul Premio Napoli
    May 18 2026

    Nuova puntata di Inpat/Expat, con Raniero Virgilio da Berlino e Fabio Avallone da Napoli.

    Con la Champions oramai in cassaforte è tempo di bilanci, sulla stagione, sul mercato e sull'allenatore.

    È tempo anche di previsioni, su chi parte, chi rimane, chi arriva.

    Tempo di bilanci anche per la stagione del Napoli Women, che ha pareggiato con il Sassuolo nell'ultima di campionato.

    Sullo sfondo una Napoli che finalmente ha deciso di conferire la Cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentis.

    Il prompt della settimana è per cercare di capire come sarà la nostra città ora che il Premio Napoli ha perso il suo presidente (spoiler: ChatGPT l'ha presa male)

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    24 mins
  • La prima superstar del Podcast: Tecla Pettenuzzo, capitana del Napoli Women, a parlare del calcio femminile che corre, di Cercola e dei colori che non vediamo
    May 13 2026

    Per la prima volta a Inpat-Expat è venuta una vera calciatrice, e non per finta come noi due. Tecla Pettenuzzo, difensore centrale del Napoli Women, nata vicino a Vicenza e a Napoli dal 2023, ha accettato di passare un'ora con due podcaster che ammettono apertamente di non capire granché di calcio. La sua storia comincia con una bambina di sei anni che in pieno supermercato chiede al suo futuro allenatore se è vero che non può ancora giocare, riceve un sì, torna a casa e annuncia alla madre che da domani la deve portare al campo. Vent'anni dopo, quel pomeriggio di insistenza è diventato una Supercoppa, una Coppa Italia, un gol decisivo che ha tenuto il Napoli in Serie A, e una posizione fissa in una delle due uniche squadre di Serie A femminile che non fanno parte del club maschile — dettaglio su cui ci siamo soffermati a lungo, perché continua a sembrarci una scelta inspiegabile.

    La parte più interessante però non sono i risultati ma la lingua. Sul sito del Napoli Women trovi parole come rispetto, inclusione, progresso, e un codice etico che parla di dignità umana e libertà sindacali; sul sito del Napoli maschile l'obiettivo dichiarato è intrattenere il pubblico. Tecla ci racconta che dopo i cori razzisti contro la loro Under 17 il club ha preso gli autori dell'episodio e li ha portati in un centro antiviolenza, e a questo punto la differenza con il calcio degli adulti maschi diventa qualcosa di più di una sfumatura. Sul tema della capitana arriva poi il cortocircuito che non ci aspettavamo: riconosce l'importanza della declinazione al femminile ma teme che insistere troppo finisca per allontanare il pubblico maschile invece di normalizzare le cose. Sullo sfondo c'è la Champions sfumata contro la Juventus a Cercola, i cinquant'anni di bando del calcio femminile dal 1921 al 1971 che hanno lasciato a bocca aperta perfino lei, e una citazione presa in prestito da un libro di Luca Gotti che riassume meglio di noi il mestiere che cerchiamo di fare da dieci puntate: chi non viaggia finisce per credere che gli unici colori che vede siano gli unici a esistere.

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    43 mins