Episodes

  • Mario Beretta: Storia di un allenatore che non ha mai smesso di imparare.
    Jun 30 2026
    In questo episodio di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova dialoga con Mario Beretta, ex allenatore di Serie A, docente alla Scuola Allenatori di Coverciano e figura di riferimento nel settore giovanile italiano. Con tono diretto e ricco di aneddoti, Beretta racconta un'intera vita dedicata al calcio, passando dalla strada ai grandi stadi, fino alle aule formative.

    Beretta ripercorre la sua carriera, dagli inizi come calciatore in Serie D con la Pro Sesto, alle prime esperienze da allenatore nelle giovanili di Monza e Como. Dopo aver guidato squadre come Corsico, Pro Patria e Varese, approda in Serie B con la Ternana, per poi esordire in Serie A con il Chievo Verona. Successivamente, allena Parma, Siena, Lecce, Torino, Brescia, Cesena e Latina, oltre a una breve parentesi al PAOK Salonicco.

    Nel corso della conversazione, l’allenatore milanese riflette sulle profonde trasformazioni del calcio moderno: l’evoluzione della preparazione atletica, l’ascesa dell’analisi dati e della tecnologia, il valore della relazione tra allenatore e giocatore e l’importanza crescente della formazione. Beretta racconta anche gli anni di instabilità societaria a Parma, l’esperienza da tecnico sotto stress e la gestione dei gruppi in momenti difficili, offrendo uno spaccato autentico del mestiere.

    Conclusa l'attività di allenatore, Beretta si dedica alla formazione dei giovani, ricoprendo il ruolo di responsabile del settore giovanile del Cagliari dal 2015 al 2018, e successivamente coordinatore tecnico del vivaio del Milan fino al 2019. Attualmente, è docente di Tecnica e Tattica ai corsi centrali di Coverciano, dove forma le nuove generazioni di mister con uno stile pratico, umano e aggiornato.
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    1 hr and 2 mins
  • Michele Margini: ASD o SSD, la scelta che cambia tutto.
    Jun 23 2026
    In questa puntata della rubrica Educazione giuridica di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra l’avvocato Michele Margini per affrontare uno dei passaggi più decisivi nella vita di un ente sportivo: comprendere davvero la differenza tra ASD e SSD. Non come semplice distinzione formale, ma come scelta che incide sulla natura dell’organizzazione, sulla partecipazione delle persone, sulla struttura gestionale, sulle responsabilità e sul modo in cui un progetto sportivo può crescere nel tempo.

    La conversazione parte dalla domanda che molti presidenti, tecnici e futuri fondatori si pongono all’inizio: è meglio costituire un’associazione sportiva dilettantistica o una società sportiva dilettantistica? Michele Margini chiarisce perché non esiste una risposta valida per tutti e accompagna l’ascoltatore dentro le differenze sostanziali tra modello associativo e modello societario, tra centralità delle persone e struttura più imprenditoriale, tra responsabilità patrimoniale, autonomia organizzativa e grado di complessità della gestione.

    Ampio spazio è dedicato agli aspetti che, nella pratica, fanno davvero la differenza: associazioni riconosciute e non riconosciute, ruolo del presidente e del consiglio direttivo, atto costitutivo, statuto, regolamenti interni, verbalizzazioni, bilanci, libro soci, distinzione tra soci e tesserati, documentazione da conservare e controlli da affrontare con maggiore ordine. La puntata entra anche nei temi che oggi nessuna realtà sportiva può trattare in modo superficiale: safeguarding, rapporti con collaboratori e volontari, sponsorizzazioni, gestione degli impianti, accordi tra enti e trasformazione da ASD a SSD quando la struttura del progetto richiede strumenti più adeguati.

    Ne esce una puntata di orientamento concreto, pensata per chi deve scegliere una forma giuridica, per chi guida già una società o associazione sportiva e per chi vuole capire se l’assetto attuale è davvero coerente con ciò che sta costruendo. Michele Margini restituisce una mappa chiara: non basta “aprire” un ente sportivo, bisogna dargli una forma capace di sostenere responsabilità, sviluppo e continuità, evitando errori documentali e decisioni prese senza una visione d’insieme.
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    56 mins
  • Anna Recalcati: Crescere tra campo, errori e sogni Mondiali.
    Jun 16 2026
    In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova accoglie Anna Recalcati, giovane allenatrice e dirigente sportiva, che ha saputo trasformare l’amore per il calcio in un percorso professionale autentico, umano e coraggioso. La sua storia comincia tra gli spalti di San Siro, prosegue tra corsi federali, sfide personali e decisioni prese controcorrente, e oggi si sviluppa tra la panchina del Lesmo in Serie C e il progetto sociale Cairo Sport.

    Dall’allenamento dei più piccoli alla chiamata dell’Inter, dall’impegno per l’inclusione nei quartieri difficili di Milano alla filosofia “grazie agli sbagli”, Anna racconta il calcio come strumento educativo, relazionale e di consapevolezza. Parla del ruolo degli allenatori, della relazione con i genitori, della responsabilità nel far crescere giocatori pensanti prima ancora che esecutori di schemi, e della centralità della fiducia – in sé stessi e negli altri.

    Attraverso un dialogo profondo e appassionato, emergono la visione, la determinazione e l’energia di una figura femminile che nel calcio ha trovato un modo per vivere, imparare e restituire. Il sogno? Allenare la Nazionale maschile ai Mondiali, sapendo che la forza non è mai nell’assenza di errori, ma nella libertà di affrontarli e trasformarli.
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    1 hr and 1 min
  • Mario Zaninelli: Inclusione, Etica e Sport spiegati da un sacerdote coach.
    Jun 9 2026
    In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova ospita Mario Zaninelli, sacerdote, docente universitario, scrittore e appassionato sportivo, che racconta il suo percorso unico tra sport, spiritualità e formazione. Nato in una famiglia profondamente legata al basket – il padre fu uno dei fondatori del minibasket italiano – Mario cresce con la pallacanestro nel sangue, giocando fin da bambino e attraversando importanti settori giovanili come quello dell'Olimpia Milano.

    La sua passione per il gioco, la creatività nel ruolo di playmaker e guardia, e la capacità di costruire azioni innovative sono rimasti tratti distintivi, che lo hanno accompagnato anche quando, a causa di infortuni, ha dovuto lasciare il campo da giocatore per dedicarsi agli studi e successivamente intraprendere il cammino sacerdotale.

    Oggi, come docente all'Università Statale di Milano, Mario Zaninelli trasmette ai suoi studenti non solo tecniche e tattiche della pallacanestro, ma anche valori etici e morali legati allo sport. Nel corso dell'intervista approfondisce l'importanza della formazione sportiva ed educativa nella scuola italiana, sottolineando la necessità di una visione più inclusiva e attenta alle disabilità, un tema che gli sta particolarmente a cuore.
    Mario condivide inoltre le sue esperienze internazionali, dagli Stati Uniti all'Australia, dalle Filippine al Giappone, riflettendo sulle differenze culturali e sportive che ha incontrato, e sulla necessità di arricchire il panorama sportivo e educativo italiano con nuove idee e modelli più efficienti.

    Infine, l'episodio si conclude con la sua visione personale dello sport come elemento fondamentale per la crescita individuale e collettiva, ribadendo la centralità del gioco e della creatività per la realizzazione di un percorso sportivo autentico e soddisfacente.
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    59 mins
  • Riccardo Aragona – Brazilian Jiu-Jitsu per tutti: storia Gracie, metodo e comunità a San Siro.
    Jun 2 2026
    In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra Riccardo Aragona, cintura nera e coach di BJJ San Siro Milano, per raccontare il suo percorso dagli sport da ring — taekwondo e kickboxing — al Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ), e come questa disciplina sia diventata per lui una vera missione personale. Si parte dalle radici: dalla rivoluzione nata in Brasile con la famiglia Gracie, che trasformò il jiu-jitsu tradizionale in un’arte marziale centrata sull’efficacia reale. I primi eventi UFC, con le vittorie di Royce Gracie nei tornei 1, 2 e 4, mostrarono al mondo la superiorità della lotta a terra e diedero il via a un boom internazionale che ha cambiato per sempre il panorama delle arti marziali.

    Il cammino di Riccardo passa anche dall’accademia Milanimal di Milano, storica realtà fondata dal pioniere Andrea Baggio, punto di riferimento per generazioni di praticanti e motore della diffusione del BJJ in Italia. Aragona spiega con chiarezza perché il Brazilian Jiu-Jitsu “funziona” per chiunque: è un sistema basato su leve, controllo e timing, in cui la tecnica prevale sulla forza. Nelle sue lezioni illustra la progressione delle cinture — bianca, blu, viola, marrone, nera — e un metodo di insegnamento che combina fasi isometriche, respirazione, memoria motoria e allenamento situazionale, elementi che aiutano a sviluppare lucidità e calma anche sotto pressione.

    Nel suo gruppo a San Siro (Piazza Axum 5), con corsi serali attivi martedì, mercoledì e venerdì dalle 19:00 alle 20:15, Riccardo promuove una pratica accessibile, sicura e inclusiva, in cui il rispetto reciproco e la cura dell’ambiente sul tatami sono al centro dell’esperienza. La conversazione si amplia alla comunità che nasce attorno al BJJ: un modello in cui la comunicazione è vista come servizio e condivisione, non come marketing aggressivo. Aragona sottolinea l’importanza di un ambiente formativo, non tossico, dove trovano spazio adulti, donne e ragazzi, guidati da istruttori competenti e da un clima di fiducia.

    Per Riccardo, il Brazilian Jiu-Jitsu è molto più che un combattimento: è una palestra di equilibrio personale, un luogo dove imparare a gestire le emozioni, a fidarsi dell’altro e di sé stessi. È uno spazio per scaricare la tensione della giornata, ritrovare concentrazione e crescere insieme — un assalto alla volta.
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    1 hr
  • Andrea Annunziata: Sport, marketing e formazione — dal campo alle strategie che funzionano.
    May 26 2026
    In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova dialoga con Andrea Annunziata, consulente e formatore di marketing sportivo, fondatore di Sporthink: vent’anni tra club, federazioni ed eventi per trasformare la passione in metodo. Laureato in Economia aziendale a Torino, Annunziata racconta gli inizi da pioniere del digitale applicato allo sport e la costruzione, passo dopo passo, di un approccio professionale: analisi, piano scritto, obiettivi condivisi e valutazione dei risultati. L’idea chiave è semplice e spietata: senza identità chiara e continuità di comunicazione, nessuna sponsorizzazione “regge”.

    Si entra nel laboratorio operativo: brand personale per atleti e dirigenti, media kit mirati, integrazione tra canali della società e profili degli atleti, scelte di piattaforme sostenibili per realtà piccole e medie. Autenticità prima della “maschera”: non copiare format altrui, ma raccontare valori reali, distinguersi con competenza e coerenza (anche sui temi di sostenibilità). Per i club: niente “cugini” improvvisati—servono metodo, ruoli e formazione; per gli atleti: investire su se stessi, imparare a gestire emozioni e relazioni con tifosi e partner.

    Infine, la dimensione educativa: Annunziata porta in aula la sua esperienza con corsi e seminari per Scuole regionali del CONI e master universitari, oltre al podcast “Consigli di Sport Marketing”. Il messaggio ai giovani: LinkedIn, studio continuo e tanta pratica; ai dirigenti: definire perché esistete prima di cosa fate. Perché lo sport comunica davvero quando unisce visione, disciplina e responsabilità quotidiana.
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    57 mins
  • Michele Margini: Sicurezza sul lavoro, il tema che ASD e SSD non possono ignorare.
    May 19 2026
    In questa puntata della rubrica Educazione giuridica di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra l’avvocato Michele Margini, professionista attivo nel diritto dello sport e punto di riferimento per ASD e SSD su temi di compliance, organizzazione interna e responsabilità degli enti sportivi. Il confronto prende spunto dal suo approfondimento dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro in ambito sportivo, un tema ancora troppo spesso sottovalutato ma ormai centrale per chi gestisce associazioni, società, impianti e rapporti di collaborazione.

    La conversazione parte da una domanda molto concreta: quante realtà sportive hanno davvero compreso che la sicurezza sul lavoro non riguarda soltanto le aziende tradizionali, ma entra anche nella gestione quotidiana dello sport dilettantistico? Michele Margini accompagna l’ascoltatore dentro questo passaggio culturale, spiegando perché oggi presidenti e dirigenti devono saper leggere con maggiore consapevolezza temi come lavoratori sportivi, collaborazioni coordinate e continuative, obblighi organizzativi, documentazione e prevenzione dei rischi.

    Ampio spazio è dedicato agli strumenti e alle situazioni operative che più interessano il mondo sportivo: il DVR, la figura dell’RSPP, la necessità di documenti costruiti sulla realtà specifica dell’ente e non copiati da modelli generici, la formazione e l’informazione degli operatori, la gestione degli impianti comunali o condivisi, i rapporti con ditte esterne, pulizie, manutenzioni e accessi agli spazi. La puntata affronta anche casi molto pratici: cosa accade se si verifica un infortunio, quali procedure interne è utile prevedere, come distinguere il rischio sportivo da una responsabilità organizzativa, perché le comunicazioni scritte con gestori e proprietari degli impianti possono diventare decisive e in che modo la prevenzione riduce zone grigie e improvvisazioni.

    Nella parte finale il discorso si concentra sulle responsabilità dei vertici associativi, sui controlli, sulla tenuta della documentazione e sull’importanza di aggiornare il sistema di sicurezza quando cambiano attività, spazi o modalità operative. Ne esce una puntata pensata per dirigenti, tecnici e amministratori sportivi che vogliono lavorare con maggiore serenità, comprendere dove si annidano i rischi più trascurati e trasformare la sicurezza sul lavoro da obbligo percepito come distante a componente essenziale di una gestione sportiva seria, credibile e realmente protettiva.
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    1 hr and 1 min
  • Riccardo Corsolini: basket, digitale e nuove strade per il management sportivo.
    May 12 2026
    In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra Riccardo Corsolini, professionista che lavora tra sport, tecnologia e innovazione applicata al basket. Oggi è legato a NBN23, sport-tech company con sede a Madrid, dove opera come responsabile per l’Italia in un percorso che unisce digitalizzazione delle competizioni, raccolta dei dati e trasformazione dei processi sportivi. La sua prospettiva nasce però molto prima: da una famiglia cresciuta dentro la pallacanestro, da un’infanzia vissuta tra parquet, partite e figure che hanno reso il basket parte naturale del suo linguaggio quotidiano.

    La conversazione parte proprio da lì, da un rapporto con lo sport costruito da bambino e poi trasformato in una scelta professionale più consapevole. Riccardo racconta il passaggio dagli studi in Relazioni Internazionali al master in sport management, il tentativo iniziale di entrare nel giornalismo sportivo e la decisione di cercare invece una strada più vicina all’organizzazione, all’innovazione e alla crescita del sistema. Ne emerge un percorso in cui il basket non resta soltanto passione o identità familiare, ma diventa un modo concreto per restituire valore a un ambiente che gli ha dato moltissimo.

    Ampio spazio è dedicato al cuore della puntata: il basket come ecosistema da ripensare, tra cultura dell’errore, formazione dei giovani, ruolo dei genitori, innovazione digitale e capacità di costruire davvero nuove opportunità professionali. Riccardo insiste su un punto preciso: nello sport non basta parlare di cambiamento, bisogna renderlo operativo, digitalizzando i processi, raccogliendo dati utili, valorizzando gli impianti, aprendosi a nuove competenze e smettendo di vedere il giovane come una minaccia. Dal tema del referto elettronico fino alla necessità di allargare il pubblico oltre i confini della nicchia, la puntata mostra quanto il management sportivo oggi richieda visione, concretezza e disponibilità a “sporcarsi le mani”, senza perdere la capacità di collaborare e di costruire dal basso.

    Ne esce il ritratto di una figura giovane ma già immersa nei processi reali dello sport contemporaneo, convinta che il futuro del basket passi da più innovazione, più ascolto e più coraggio nel creare strutture solide, inclusive e moderne. Per chi sogna di lavorare nello sport, questa puntata offre una traccia molto chiara: non puntare solo ai grandi nomi, non smettere di formarsi, usare bene la tecnologia e imparare a trasformare ogni esperienza in un tassello di crescita professionale.
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    51 mins