Tredicesima puntata, un traguardo che non potevamo che festeggiare entrando tra le mura di Shawshank. Oggi scardiniamo una delle curiosità più amate dai fan: l'Inside Joke sul nome di Red.
Perché Ellis Boyd Redding si chiama così? Se guardate il film e vedete Morgan Freeman, la sua risposta "Forse perché sono irlandese" sembra solo una battuta ironica. Ma per chi conosce il libro, il segreto è proprio lì: nella penna di King, Red è un vero irlandese dai capelli rosso fuoco. Un dettaglio che il cinema ha trasformato in un occhiolino complice per i lettori, lasciando intatta l'anima di un uomo che, in un posto fatto di grigio cemento, ha deciso di non far sbiadire mai la propria speranza.
Vi portiamo dentro questa storia con una colonna sonora curata nei minimi dettagli... perché qui mica stamo a grattà le bambole, ogni nota serve a ricordarvi che la musica, a volte, è l'unica chiave che apre le celle più strette.
E tenetevi forte, perché il viaggio non finisce qui. Dopo aver camminato lungo i binari e tra le mura dei carceri, è tempo di guardare verso l'orizzonte più lontano. Nella prossima puntata inizieremo la scalata definitiva: analizzeremo La Torre nera.
Post Scriptum:
Mi scuso se la mia pronuncia inglese non è sempre corretta. Detto in tutta franchezza, lo zio Steve, tra libri e cinema, ci ha lasciato dei fantastici lapislazzuli.
A proposito dello Zio Steve, anche se questa puntata esce di sabato, il mio pensiero è rimasto fermo a pochi giorni fa, il Giorno della Memoria. Mi sono fermato a riflettere su come l'orrore della storia, quello vero, superi spesso la fantasia dei romanzi più cupi. Mi è tornata in mente una sua frase celebre: "La paura può farti prigioniero, la speranza può renderti libero".
Pensate a Red ne Le ali della libertà — quello che nel libro chiamano così proprio per i suoi capelli rossi (un dettaglio che nel film si è perso, ma che nel libro è fondamentale). Red è il simbolo di chi sa aspettare il momento giusto per ritrovare la luce senza perdere la propria umanità. Ricordare oggi serve a questo: a far sì che la nostra coscienza non vada mai fuori strada.
Perché la memoria nun paga er bollo e nun scade mai, basta tené acceso er cervello.