Kenya, Ruto e le proteste: gospel contro rap cover art

Kenya, Ruto e le proteste: gospel contro rap

Kenya, Ruto e le proteste: gospel contro rap

Listen for free

View show details
Le piazze del Kenya si stanno riempiendo di nuovo. Il motivo è una correzione alla legge di bilancio: nuove tasse sul pane, sui trasferimenti di denaro via telefono e sulla connessione internet. I manifestanti dicono che sono le stesse tasse provate nel 2024, solo con un altro nome. Il governo non decide da solo: il Fondo Monetario Internazionale, l'organismo che presta denaro agli Stati indebitati, chiede al Kenya di tagliare il debito. E il presidente William Ruto scarica quel costo sui beni di prima necessità. A pagare sono soprattutto i giovani: quasi sette disoccupati su dieci hanno meno di trentacinque anni. Qui entra la musica, perché in Kenya racconta la classe sociale meglio di qualsiasi cosa. "Anguka Nayo" è dei Wadagliz, un duo del quartiere popolare di Nairobi. Il loro genere si chiama arbantone, musica giovane e di strada. È il suono dei poveri delle città, ed è quello che riempie le piazze. Anche Bien, ex voce dei Sauti Sol, la band pop più famosa del paese, grida "Ruto Must Go". Nel 2022 Ruto aveva vinto come candidato degli "hustler", di chi sopravvive con piccoli lavori. Oggi i suoi stessi elettori lo chiamano "Zakayo", come Zaccheo, l'esattore delle tasse del Vangelo. Ruto è un cristiano evangelico, prega in pubblico e canta gospel. Nel 2025 ha voluto costruire una megachurch dentro il palazzo presidenziale, ma la Costituzione dice che il Kenya è laico, e un tribunale ha bloccato i lavori. Persino i vescovi cattolici gli hanno restituito una donazione. Così il cerchio si chiude: da una parte il gospel del presidente, dall'altra l'arbantone e il rap dei quartieri.

Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.
🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio
📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.

IG: @giovodust / @musicaemondo_news
adbl_web_anon_alc_button_suppression_t1
No reviews yet