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Inpat-Expat

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By: Il Napolista - Podcast
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Inpat-Expat, il nuovo podcast del Napoli con Fabio Avallano, l'inpat che è a Napoli e Raniero Virgilio, l'expat da Berlino. Insieme vi racconteranno la situazione del Napoli e commenteranno le partite della formazione di Antonio Conte.Copyright Il Napolista - Podcast Football (Soccer)
Episodes
  • Bestemmie, Mondiali e un sindaco che sa parlare
    Jun 29 2026
    Mondiali, Messi che fluttua e Ronaldo che resiste, una bestemmia sfuggita per un soffio dalla grafica di DAZN, e un sindaco di New York che sa parlare meglio di chiunque qui da noi.

    In questa puntata di Inpat-Expat, Raniero (da una Berlino a 41 gradi) e Fabio partono dal calcio e finiscono ovunque: la poetica della bestemmia all'italiana, il politicamente corretto in telecronaca, il clima che "non esiste" finché non ti tocca, e cosa avrebbe detto il sindaco Manfredi al posto di Mamdani. Niente ospiti, nessun freno.

    Mettiti comodo (al fresco, mi raccomando) e premi play.
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    37 mins
  • Allegri è davvero "cortomuso"? Statistica, mitologia e matrimoni infelici - con Massimiliano Gallo
    Jun 15 2026
    Allegri a Napoli. Lo dici a cena e ti tolgono il saluto. Ma è davvero così, o è solo un'altra mitologia che vive sui social e muore allo stadio? Ospite di questa puntata il direttore del Napolista, Massimiliano Gallo, sceso dalla Arenella per ragionare con noi di stigmi calcistici, matrimoni finiti, babà contro panettone e di una città che forse — finalmente — si sta de-ideologizzando. E poi un paper costato lacrime e sangue alla redazione: dieci allenatori, cinquemila partite, p-value e ipotesi nulla, per rispondere a una domanda sola. Allegri è davvero un cortomusista? O ci ha venduto un personaggio che i numeri smentiscono? C'è chi ha vinto uno scudetto prevedendolo ad agosto, chi confonde Curaçao con un quartiere di Berlino, e una notizia di calcio femminile che apre la domanda più scomoda di tutte: chi ha più paura, lo spogliatoio, i giornalisti o il pubblico?
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    56 mins
  • Per cambiare il calcio femminile, bisogna prima allenare i maschi?
    Jun 8 2026
    Cinque sorelle a Lodi nel 1933 fondano la prima squadra di calcio femminile italiana. Pochi mesi dopo arriva un signore di nome Achille Starace e decide che il pallone non è cosa da donne. Loro non incassano: diventano partigiane. Se non sapete come va a finire, non siete i soli — non lo sapevamo neanche noi. Con Novella Gianfranceschi — giornalista, napoletana che si dice lucana, centrocampista che rientra sul destro come Kvara — partiamo dalle sorelle Boccalini per arrivare al St. Pauli, alla democrazia corinziana, agli uomini vegani e a una domanda che ci tocca da vicino: per cambiare il calcio femminile, bisogna prima allenare i maschi? Spoiler involontario: due cinquantenni che pensavano di saperne qualcosa hanno preso lezione. Genealogie interrotte, spazi negati e una scuola di calcio per bambine da fondare a Potenza. Il campo è nostro spazio di libertà — anche quando ce lo vogliono far sembrare difficile.






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    38 mins
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