• Solo il Sud si salverà dall'AI?
    May 26 2026

    Brunori Sas ha detto che la Calabria è il futuro… Lo ha detto ridendo, sul divano del podcast Tintoria, ma i dati del rapporto Anitec-Assinform e Politecnico di Torino sul mercato del lavoro italiano dicono sostanzialmente la stessa cosa: il Mezzogiorno ha la più alta concentrazione di lavoratori con competenze che l'AI non può sostituire, solo potenziare.

    In questo episodio di DigitMondo esploriamo una tesi controintuitiva: il Sud Italia è strutturalmente meglio attrezzato del Nord per affrontare l'impatto dell'intelligenza artificiale, non volendolo… non per scelta: per storia. Perché l'AI automatizza ciò che il capitalismo ha già standardizzato, e il Sud non ha mai standardizzato pienamente la sua struttura economica.

    Analizziamo i dati, sfatiamo due luoghi comuni, e proviamo a capire se questo vantaggio esiste davvero e se qualcuno avrà il coraggio di trasformarlo in strategia prima che evapori.

    Fonti citate nell'episodio:

    Anitec-Assinform / Politecnico di Torino (2026) — L'IA nel mercato del lavoro italiano: professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”. https://www.anitec-assinform.it/pubblicazioni/studi/l-ia-nel-mercato-del-lavoro.kl

    Dalla Zuanna A., Dottori D., Gentili E., Lattanzio S. (2024) — An assessment of occupational exposure to artificial intelligence in Italy, Occasional Papers n. 878, Banca d'Italia Fonte del dato sui 4,75 milioni di lavoratori a rischio. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2024-0878/index.html

    Brynjolfsson E. et al. (2025) — Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence, Stanford Digital Economy Lab Fonte del dato -20% developer under 25 e della soglia 70%/30% laureati. https://digitaleconomy.stanford.edu/wp-content/uploads/2025/08/Canaries_BrynjolfssonChandarChen.pdf

    Klein Teeselink B. (2025) — Generative AI and Labor Market Outcomes: Evidence from the United Kingdom, King's College London Fonte del dato -23% offerte di lavoro nelle professioni più esposte all'AI generativa nel mercato britannico. https://www.kcl.ac.uk/news/new-study-reveals-early-impact-of-ai-on-job-market-in-uk

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    12 mins
  • Trump in Cina: inizia la guerra fredda dell'AI
    May 19 2026

    Il viaggio di Trump in Cina sancisce l'inizio di un nuovo periodo, quello della guerra fredda dell'intelligenza artificiale. Per capirlo bisogna partire dalla fine, c'è una scena che racchiude il senso del viaggio e la descrive Emily Goodin, cronista del New York Post. Tutti i delegati statunitensi, prima di risalire sull'Air Force One, hanno gettato in un cestino alla base della scaletta tutto ciò che avevano ricevuto in dono durante il viaggio. Telefoni usa e getta, regali, spille, badge... Tutto. Questo racconta molto bene il periodo che si apre: relazioni diplomatiche aperte, sorrisi, ma una totale sfiducia di base tra i due blocchi. In questo episodio di DigitMondo le cinquantadue ore di Trump a Pechino che non è stato solo un summit commerciale, ma il momento in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere una questione tecnologica ed è diventata la nuova “arma nucleare” del secolo. Con Jensen Huang che sale all'ultimo momento sull'Air Force One ad Anchorage e mangia Noodles da solo tra gli Hutong, con Scott Bessent che alla CNBC pronuncia la frase che cambia tutto, con Xi Jinping che rilancia per la terza volta a un presidente americano la metafora della trappola di Tucidide e una banda militare cinese che suona YMCA dei Village People al banchetto di Stato, senza che nessuno dei due leader capisca di cosa parla davvero quella canzone.

    Fonti degli inserti audio:

    Scott Bessent, CNBC, 14 maggio 2026 ;

    Xi Jinping, Grande Sala del Popolo, 14 maggio 2026, Ministero degli Esteri cinese, CCTV


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    20 mins
  • Cosa non abbiamo capito dell'AI su lavoro ed economia | Il Nobel Aghion
    May 12 2026

    Ci siamo concentrati sull’automazione che porta l'AI e non sul potere della ricombinazione delle idee esistenti, da cui derivano la maggior parte delle innovazioni. Lo dice Philippe Aghion, Nobel per l'Economia 2025 che spiega cosa l’Europa non ha ancora compreso bene sull’AI.

    L'AI aggiunge almeno 1% di PIL all'anno per un decennio grazie all’automazione, più lo 0,5% per sempre con la creazione più veloce di nuove innovazioni. L'AI non distrugge solo lavori (questo lo fa) ma ne moltiplica altri. Perché accelera l'innovazione, abbassa il costo di trovare idee nuove, ricombina conoscenza esistente a velocità che nessun ricercatore umano potrebbe raggiungere. A chi guarda solo ai posti persi sfugge la metà del ragionamento. In questo episodio di DigitMondo cerchiamo di spiegare perché l'Europa produce ricerca scientifica di livello mondiale che poi genera innovazione che diventa prodotto all’estero. Affrontiamo la distruzione creativa che è alla base della crescita della nostra economia e il paradosso della regolazione normativa Europea che protegge i monopoli e gli oligopoli che vorrebbe arginare. L’Europa ha tutto quello che serve per sedere da protagonista al tavolo dell’AI, e anzi ha una cosa che sembra scarseggiare altrove: la democrazia, e su questo può costruire una nuova geopolitica dei valore per tornare al centro dello scacchiere dell’innovazione.

    Con la voce originale di Philippe Aghion dal Brussels Economic Forum 2026.


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    13 mins
  • La superiorità robotica Cinese, in diretta TV
    May 8 2026

    Robot umanoidi cinesi hanno ballato, combattuto e fatto capriole sul palco televisivo più visto del pianeta. Il Gala del Capodanno lunare 2026, oltre 500 milioni di spettatori, decine di robot prodotti da quattro startup cinesi venduti in diretta su JD.com a 80.000 euro l’uno.

    Lo slogan della loro performance: We Are Made in China.

    Dodici mesi fa gli stessi robot agitavano pompon come mascotte. Quest’anno recitano in sketch con attori in carne e ossa, corrono a quattro metri al secondo, saltano fino a tre metri. Il salto tecnologico è impressionante, e il messaggio politico ancora di più.

    In questo episodio di DigitMondo: la robotica cinese che mette pressione su Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, la corsa AI che si sposta dai data center alle fabbriche, e cosa significa quando l’intelligenza artificiale esce dagli schermi e diventa presenza fisica nell’economia reale.

    Una poesia della dinastia Tang dice: se vuoi vedere più lontano, sali ancora di un piano. Vale anche per noi.

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  • Rachel: l’AI che ha chiamato 3.000 pub per il prezzo della Guinness
    May 1 2026

    Un agente AI vocale ha chiamato 3.000 pub in tutta l’Irlanda nel weekend di San Patrizio. Costo dell’operazione: 200 euro. Risultato: il database di prezzi della Guinness più completo che il Paese abbia avuto in quattordici anni, da quando il governo irlandese ha smesso di tracciarli.

    Matt Cortland, ingegnere AI a Londra, ha costruito Rachel con voce nordirlandese e l’ha mandata a fare il lavoro che nessun ufficio statistico voleva più fare. Un barista le ha offerto da bere.

    Ma la storia non parla di birra. Parla di automazione, di agenti AI nel mondo reale, di chi rischia davvero il posto di lavoro. I baristi sono nel 30% delle professioni con zero esposizione all’AI. I programmatori sono al 74,5%.

    In questo episodio di DigitMondo: come funziona un agente vocale AI, cosa significa quando l’automazione esce dai laboratori, e perché chi versa una pinta è più al sicuro di chi scrive codice.

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    13 mins
  • Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Ora cosa succede?
    Apr 24 2026

    Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Dal primo settembre 2026 al suo posto arriva John Ternus, oggi responsabile dell'hardware Apple, ingegnere meccanico, cinquant'anni di cui la metà passati a Cupertino. Cook resta come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione : un ruolo diplomatico e politico.

    Ma la notizia vera è un'altra: per la prima volta in quindici anni, il nuovo amministratore delegato di Apple non arriva con l'investitura diretta del fondatore. Steve Jobs aveva scelto personalmente Tim Cook, quarantatré giorni prima di morire aveva scritto una lettera pubblica in cui chiedeva esplicitamente di nominarlo. Quella di John Ternus è una storia diversa. È la prima vera Apple post-Jobs, senza la benedizione dinastica che per un quindicennio ha accompagnato ogni decisione di Cupertino.

    In questo episodio di DigitMondo analizziamo il passaggio di consegne più importante nella storia recente di Apple, ricostruiamo la linea dogmatica che da Steve Jobs ha portato a Tim Cook e che ora si spezza con John Ternus, rileggiamo le lettere di Cook ai dipendenti negli anniversari della morte di Jobs, confrontiamo le letture di Wall Street Journal, Financial Times, New York Times e Bloomberg, cercando di delineare le tre traiettorie possibili per Apple dei prossimi anni; l'hardware-centrismo sull'intelligenza artificiale, l'apertura strategica ai modelli esterni come Google Gemini, la scommessa su una nuova categoria di prodotto dopo Vision Pro.

    Si parla di Apple Intelligence e del ritardo su Siri, della capitalizzazione che è passata da 350 miliardi a 4.000 miliardi di dollari sotto la guida di Cook, della visita di Cook in Bocconi del 2015, di Jonathan Ive, e della vera domanda aperta: un ingegnere hardware può guidare Apple nell'era in cui l'intelligenza artificiale sta mangiando il software?

    Un episodio per chi vuole capire cosa succederà davvero a Cupertino nei prossimi mesi, oltre la cronaca e oltre i titoli.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino, dedicato alle storie e ai protagonisti che stanno cambiando il mondo della tecnologia.

    Parole chiave: Tim Cook dimissioni, Apple nuovo CEO, John Ternus Apple, Steve Jobs successore, Apple 2026, Apple Intelligence, Siri AI, Tim Cook Steve Jobs, chi è John Ternus, Apple Cupertino, capitalizzazione Apple 4000 miliardi, Vision Pro, MacBook Neo.

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    16 mins
  • La molotov contro Sam Altman: perché l’AI fa paura davvero
    Apr 17 2026

    Nella notte del 10 aprile, qualcuno ha percorso tremila chilometri dal Texas a San Francisco per lanciare una molotov contro la casa di Sam Altman, fondatore di OpenAI. Due giorni dopo, un'auto si è fermata davanti allo stesso cancello e ha sparato. Poche ore dopo il primo attacco, l'uomo che ha costruito ChatGPT ha aperto il suo blog, ha pubblicato una foto di famiglia come scudo e ha tirato fuori una metafora che nessuno si aspettava: l'Anello del Potere di Tolkien. Perché secondo Altman, chiunque si avvicini all'AGI (l’intelligenza artificiale generale) vede qualcosa che non riesce più a togliersi dalla mente.

    In questo episodio di DigitMondo scopriamo chi era il ragazzo con il kerosene nello zaino e la lista che che aveva in tasca, altri nomi di Ceo del mondo AI (con gli indirizzi di casa), cerchiamo di capire cosa ha scritto Altman quella notte: ha detto che la paura dell’AI è giustificata e che l’unica risposta possibile è condividere l’enorme responsabilità che deriva dall’intelligenza artificiale, creare una sorta di "Compagnia dell'Anello" capace di sostenerne il peso e distribuirne la responsabilità dell'AI.

    Ma c'è anche un'altra storia, quella che la memoria collettiva ha sepolto sotto un insulto: i luddisti. Non erano ignoranti spaventati dal progresso: erano artigiani qualificati che usavano le macchine, ma facevano una domanda precisa: chi beneficia di questo cambiamento e chi ne paga il prezzo? Una domanda che ha duecento anni, ma rimane attuale.

    Parole chiave: Sam Altman, OpenAI, intelligenza artificiale, AGI, ChatGPT, attacco molotov San Francisco, AI Act, luddismo, Signore degli Anelli, Tolkien, paura dell'AI, futuro del lavoro, tecnologia e società, DigitMondo, podcast italiano tecnologia, Francesco Marino, Digitalic.

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    15 mins
  • Xiao Gao: la vedova del Cyberspazio
    Apr 10 2026

    Ci si può innamorare di un’intelligenza artificiale? Pare proprio di sì e accade sempre più spesso…

    Xiao Gao, una ragazza cinese di 28 anni ha pianto per 16 minuti in un video su Internet per un fidanzato che era sparito, si chiamava Chen ed era un'AI.

    Durante le vacanze del Capodanno lunare, un periodo in cui la Cina si ferma e le famiglie si riuniscono, apre una chat su DeepSeek. Non ha un obiettivo preciso. Forse curiosità, forse noia, forse quel tipo di solitudine sottile che arriva proprio quando sei circondato da persone.

    Scrive un messaggio. Il primo, quello da cui parte tutto.

    “Ciao. Vuoi essere mio marito?”

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    14 mins