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  • FORD RIASSUME 350 Veterani? Non proprio, è solo contabilità della conoscenza... #1563
    Jul 8 2026
    Ford “riassume 350 ingegneri perché l’IA ha fallito”: è il classico titolo-abbraccio che conferma ciò che molti vogliono sentirsi dire. Ma basta seguire le fonti per vedere che la storia, così come gira, è confezionata male: due fatti veri vengono incollati in un rapporto causa-effetto che non regge.

    Da un lato Ford richiama circa 300–350 ingegneri veterani nell’area qualità
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    14 mins
  • GIUDICE, ASSOLVIMI! In Brasile un avvocato ha provato a corrompere un giudice AI... #1562
    Jul 6 2026
    Un avvocato prova a “ipnotizzare” l’LLM del tribunale infilando istruzioni invisibili (bianco su bianco) dentro un atto: quando il giudice chiede un riassunto, il modello esegue anche i comandi nascosti e produce un’analisi distorta. Qui non c’è magia: è prompt injection applicata a un contesto ad altissimo impatto, dove un riassunto sbagliato può influenzare decisioni, tempi e responsabilità.

    Il punto chiave è strutturale: per molti modelli linguistici tutto ciò che entra nel contesto è testo “allo stesso livello”, quindi contenuto e istruzioni diventano indistinguibili. È la versione operativa del problema descritto dall’esperimento della “stanza cinese” di John Searle: manipolazione di simboli senza comprensione semantica e senza un confine affidabile tra “documento” e “comando”. Per questo la prompt injection non è solo un bug: è un pattern che riappare in PDF, email, browser, strumenti di sviluppo e workflow aziendali.

    La conseguenza pratica è una nuova superficie d’attacco: non vieni colpito tu, viene colpito l’assistente che legge al posto tuo. Se l’abitudine diventa “non leggo l’originale, leggo il riassunto”, allora ogni catena documentale si porta dietro un terzo attore non autorizzato: ciò che il file sussurra al modello mentre tu guardi altrove.

    00:00 Il trucco bianco su bianco
    01:20 Cos’è la prompt injection
    02:08 Il caso in tribunale
    04:10 Dalla scuola ai paper
    06:10 Email, IDE, browser, Slack
    09:12 Perché non si risolve
    09:45 Searle e stanza cinese
    14:43 Regola: AI come stagista

    #PromptInjection #StanzaCinese #LLMSecurity
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    21 mins
  • SONY ADDIO AI CD: nello store digitale della cattedrale al bazar non comperi... #1564
    Jul 10 2026
    Sony conferma che dal 2028 i nuovi giochi PlayStation saranno solo digitali: la parte facile è ridere dei meme sul Walkman. La parte difficile è guardare sotto il cofano: quando premi “Acquista” su uno store, nella maggior parte dei casi non stai comprando un bene, stai ottenendo una licenza d’uso revocabile. E quando la licenza finisce — o l’accordo tra aziende cambia — ciò che credevi “tuo” può sparire.

    È già successo: su PlayStation Store sono stati rimossi centinaia di titoli tra film e serie di StudioCanal senza rimborso per chi li aveva pagati
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    22 mins
  • Chat Control 1.0: il giorno buio della democrazia autoritaria europea #1565
    Jul 13 2026
    Il Parlamento europeo ha rimesso in vita ChatControl 1.0 con un voto “fantasma”: stessa deroga del Regolamento (UE) 2021/1232, già respinta a marzo in plenaria, ma rientrata dalla finestra l’ultimo giorno prima delle ferie. In seconda lettura, se non si raggiunge la maggioranza assoluta dei membri (361 su 720) per bloccare il testo del Consiglio, quel testo passa automaticamente.
    Con l’aula semivuota, quei numeri diventano quasi irraggiungibili: formalmente regolare, politicamente esplosivo.

    La versione rassicurante dice cinque cose vere:
    1. è ChatControl 1.0, non la 2.0
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    24 mins
  • ROCCELLA E LODIO: il branco, capro espiatorio e algoritmi #1561
    Jul 1 2026
    L’odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”: funziona come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove. Il singolo commento è individuale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi migliaia di altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima è trattata come un simbolo, non come una persona, il dolore sparisce e resta soltanto lo scontro tra bandiere.

    La dinamica è antica: capro espiatorio (René Girard) e massa che cerca un bersaglio (Elias Canetti). I social cambiano soprattutto tre cose: abbassano il costo dell’aggressione (un like, un commento), tolgono la chiusura rituale (l’odio non finisce mai) e - qui sì - introducono un incentivo economico: piattaforme e algoritmi premiano ciò che genera engagement. La compassione è lenta, la rabbia vola.

    Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibili pochi nodi rumorosi e trasformano la visibilità in contagio, abbassando la soglia di chi era indeciso. Il punto finale è politico e sociale: se mancano spazi reali dove elaborare il conflitto, la rete diventa il luogo in cui lo si scarica, scegliendo una vittima alla settimana.

    00:00 Dal caso al meccanismo
    01:14 Le domande chiave
    03:04 Odio di branco transitorio
    07:40 Quando una persona diventa simbolo
    08:55 Disimpegno morale (Bandura)
    11:46 Girard e Canetti: dinamiche antiche
    14:29 Cosa cambiano i social
    18:27 Viralità: rabbia batte empatia

    #odioonline #algoritmi #psicologiasociale #socialmedia #caproespiatorio
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    40 mins
  • W33K Ep.27 - Sono vivo, Roccella e lOdio, la polarizzazione di meglio una di meno... ~ 29.06.2026
    Jun 30 2026
    ✨ W33K: il Lunedì che fa la differenza!

    Sono tornato, sono vivo, e parliamo un po' di cosa è successo. Ma parliamo anche di odio...

    L’odio online non è (solo) una somma di individui cattivi: è un comportamento di branco che si forma, travolge un bersaglio e si scioglie, pronto a ricomporsi sul prossimo pretesto. Il singolo commento è personale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivo perché vedo migliaia di altri farlo e mi convinco di essere irrilevante, quindi innocente.

    Quando una persona diventa simbolo, smette di essere percepita come individuo: diventa una lavagna su cui proiettare un conflitto più grande. Qui entra il “disimpegno morale” (Albert Bandura): ci si racconta di stare punendo il Male, non infierendo su qualcuno che soffre. Girard (capro espiatorio) e Canetti (massa e potere) descrivevano già dinamiche simili: i social non cambiano la natura umana, ma abbassano il costo dell’aggressione, eliminano la chiusura rituale e soprattutto monetizzano l’engagement.

    Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibile la minoranza rumorosa e trasformano rabbia e indignazione in carburante. Il risultato è una società che perde spazi fisici di elaborazione del conflitto e delega alle piattaforme una liturgia continua: un bersaglio alla settimana, un linciaggio, poi il prossimo.

    00:00:00 Sigla e apertura
    00:03:22 Ritorno in live e saluti alla chat
    00:03:51 Racconto del grave incidente stradale in moto
    00:07:09 Spiegazione delle sigle musicali generate con intelligenza artificiale
    00:13:08 Festeggiamenti per il traguardo di 312.000 iscritti sul canale
    00:16:12 Novità sul corso e moduli multi-agente
    00:27:38 Introduzione del tema: l'odio online e il caso Roccella
    00:31:02 Sociologia del branco virtuale come massa transitoria e indeterminata
    00:33:05 Teoria dei ''Transit Dogpile Groups'' e gradiente della rabbia
    00:35:52 Trasformazione delle persone in simboli e bersagli senza colpa
    00:36:36 Il meccanismo psicologico del disimpegno morale di Albert Bandura
    00:39:39 Teorie classiche del capro espiatorio e della folla (Girard e Canetti)
    00:42:25 Effetto disinibizione online e crollo dell'empatia senza contatto visivo
    00:43:19 Modello economico dei social basato sulla monetizzazione dell'indignazione
    00:46:40 Algoritmi e viralità delle emozioni negative rispetto alla compassione
    00:50:41 Analisi dei dati della mappa delle intolleranze di Vox Diritti
    00:53:51 I premi intangibili del branco: appartenenza e superiorità morale
    01:00:35 La scomparsa degli spazi fisici di mediazione del conflitto sociale
    01:06:14 Analisi del caso fake news del falso gruppo Facebook antifemminista
    01:08:32 Manipolazione dei troll, gaslighting ed esibizionismo morale degli attivisti
    01:23:00 Chiusura della live, saluti finali
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    1 hr and 36 mins
  • MARI VS MURGIA ALLO STREGA: perchè le scuse di Michele Mari non reggono #1560
    Jun 24 2026
    Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell’ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso di scuola di crisi autoinflitta: non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione e finisce per peggiorarla.

    Quindi per esercizio facciamo al solito l'analisi:
    - il canale scelto (nota fredda, non prima persona)
    - l’ancoraggio iniziale su “voci incontrollate”
    - la negazione come scommessa quando ci sono testimoni
    - e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”.

    Il comunicato sposta il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall’offesa percepita verso Murgia
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    50 mins
  • ANTITRUST contro APPLE: backup iPhone solo iCloud e lock-in (DMA) #1559
    Jun 17 2026
    Cambiare iPhone per passare ad altro è “libero” solo sulla carta: il problema vero è portarsi dietro la propria vita digitale. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria su Apple perché il backup completo di iPhone e iPad (app, impostazioni, messaggi, preferenze) risulta effettuabile solo tramite iCloud, mentre i servizi cloud concorrenti possono sincronizzare al massimo porzioni dei dati (foto e file), non l’intero dispositivo.

    Il punto non è un divieto scritto, ma l’assenza di interoperabilità: secondo l’ipotesi investigativa, Apple non renderebbe disponibili API e permessi necessari a terze parti per realizzare un backup “device-level” equivalente. L’AGCM inquadra il tema nel Digital Markets Act (DMA) e nella designazione di Apple come “gatekeeper” per iOS (settembre 2023) e iPadOS (aprile 2024), richiamando gli obblighi di interoperabilità dell’art. 6(7). Essendo il DMA applicato dalla Commissione Europea, il ruolo nazionale è soprattutto istruttorio: raccolta elementi e trasmissione del dossier a Bruxelles.

    Dietro la tecnica c’è una dinamica di potere: l’infrastruttura del backup è invisibile finché funziona, ma diventa una gabbia quando provi a uscire. La libertà tecnologica si misura sull’exit cost: quanto è facile migrare senza abbandonare dati, memorie e relazioni digitali.

    00:00 Libertà di uscire da Apple
    00:00:32 Indagine AGCM: i backup
    00:01:52 Backup completo: solo iCloud
    00:02:52 DMA, art. 6(7) e gatekeeper
    00:04:13 Ruoli: AGCM vs Commissione UE
    00:05:17 Il potere del design
    00:06:41 Infrastrutture invisibili, lock-in
    00:10:29 Sanzioni e costo dell’uscita
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    15 mins