Il cuore e la tenebra
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Narrated by:
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Giuseppe Culicchia
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Giulio, trent'anni superati da poco, viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Famoso direttore d'orchestra, si era trasferito anni prima a Berlino, dove era stato nominato direttore della Filarmonica.
Ossessionato dall'esecuzione della "Nona Sinfonia" diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler, aveva costretto l'orchestra a migliaia di prove estenuanti per ripeterla identica. La rivolta dei musicisti e l'accusa di nazismo che ne era seguita avevano troncato la sua carriera.
Sullo sfondo di una Berlino in costante mutazione, Giulio intraprende il suo viaggio per raccogliere i pezzi della vita di quel padre scomparso improvvisamente e che aveva visto così poco dopo che aveva lasciato la madre e lui e suo fratello ancora bambini. Tocca a Giulio occuparsi di tutto e, nell'appartamento berlinese, tra gli oggetti, i libri e i file personali, quella che piano piano prende forma davanti ai suoi occhi è una nuova immagine del padre, una nuova storia.
Culicchia scrive il suo capolavoro a nervi scoperti, un romanzo percorso da un'intensità indimenticabile, che racconta e riflette su amore, fallimento, ossessione, e sul rapporto tra padri e figli. Sulla nostalgia di ciò che è passato e non tornerà più e di ciò che non è mai accaduto, di ciò che non siamo riusciti a far accadere. E allora come si colmano i vuoti da noi stessi creati? Che cosa significa fallire? Cosa significa per un padre lasciare i figli? E per i figli crescere con un amore spezzato a metà? Può un'ossessione salvarci dal rimorso e dal rimpianto? Può un orrore che è altro da noi salvarci dalla nostra personale tenebra?
©2019 Mondadori (P)2019 MondadoriLa materia che il Culicchia ha non giunge per un romanzo intero. Lo spazio che ci rimane lo riempie con elementi saggistichi. Il Culicchia é sicuramente un uomo che sa tante cose e vuol farci parte, ma ne avevamo letti tantissimi di quelli romanzi saggi ormai... Pietá, per favore.
I protagonisti sono poco credibili. Immaginate un conduttore d'orchestra che ha tempo per una vastissima ricerca del nazismo (il risultato della quale sono un paio di pagine confuse peró) e che passa mesi interi ogni anno con i suoi figli. Un conduttore d'orchestra che seduce letteralmente OGNI donna con le lentigini. Un conduttore d'orchestra che piagnucola di continuo in modo irritante: gna gna gna che mostro sono da abbandonare i miei figli appena quando il naso gli sgocciolava, gna gna gna, che padre mostro sono da lasciar famiglia mia quando i figli stavan sedendo sul bidé col culetto unto di pupú, gna gna gna.
C'é dell'umorismo, c'é dell'ironia, c'é del sarcasmo, ma in fondo in fondo vedo che il Culicchia si commuove per il proprio testo. Per il testo proprio. É quando sta in cima ad ogni pianto, quando sta fino alla pancia in un lago di lacrime, io dico: che palle!
Che palle!
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