Ep. 123 KPI per Destination Management
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L'economia del turismo, nel corso dell'ultimo decennio, ha attraversato una metamorfosi strutturale che ha imposto una revisione radicale dei modelli di misurazione della performance. Storicamente, il successo di una destinazione turistica (Destination Management Organization - DMO) veniva valutato quasi esclusivamente attraverso metriche volumetriche lineari: la crescita degli arrivi e l'aumento delle presenze. Questo approccio, retaggio di una visione industriale "fordista" del turismo, presupponeva che un incremento quantitativo della domanda corrispondesse automaticamente a un incremento del benessere economico e sociale del territorio ospitante. Tuttavia, l'emergere di fenomeni complessi quali l'overtourism, la saturazione delle capacità di carico, la gentrificazione dei centri storici e la crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale, ha reso evidente l'obsolescenza di tali indicatori se considerati isolatamente.
Oggi, l'analisi dei Key Performance Indicators (KPI) richiede un approccio olistico e multidimensionale. Non è più sufficiente sapere quanti visitatori arrivano; è imperativo comprendere come questi flussi interagiscono con lo stock di capitale fisico (posti letto e infrastrutture), naturale (risorse idriche e ambiente) e sociale (residenti e tessuto urbano) della destinazione. La richiesta di parametrare i flussi di domanda (Arrivi e Presenze) alla capacità ricettiva ufficiale (Posti Letto) risponde a una necessità di efficienza gestionale e di pianificazione territoriale: trasformare il turismo da fenomeno subito a processo governato.
Il presente rapporto si propone di fornire una disamina esaustiva e tecnicamente rigorosa di queste dinamiche. Nella prima parte, verrà decostruita la relazione tra i flussi turistici e la capacità ricettiva, analizzando indicatori di pressione e di performance operativa come il Tasso di Occupazione (nelle sue varianti lorda e netta) e l'Indice di Rotazione. Successivamente, lo studio esplorerà le frontiere degli indicatori innovativi, integrando le metodologie del "Smart Tourism", l'analisi dei Big Data (Mobile Positioning e Sentiment Analysis) e gli indici di sostenibilità ESG (Environmental, Social, Governance), recependo le direttive delle principali organizzazioni internazionali come l'UN Tourism (ex UNWTO) e l'Unione Europea. L'obiettivo è fornire agli stakeholder uno strumento analitico che permetta non solo di monitorare, ma di predire e ottimizzare il ciclo di vita della destinazione.